martedì 29 marzo 2011

TERRA

Sdraiata in riva al lago, tra alberi fioriti, divento tutt'uno con la terra..
Assaporo il profumo della magnolia mischiato all'odore di umido e stantio di vecchie foglie cadute oramai marce...
Tristezza, rancore, malinconia, inadeguatezza, gioia, tutto brucia dentro di me, mentre con lo sguardo seguo le increspature dell'acqua che mi circonda..silente e scura, sembra quasi petrolio, ammiro la sua profondità e sento il desiderio di entrarci e lasciarmi ricoprire fino a scomparirci dentro; sento il buio che mi chiama, mentre lacrime calde rigano il mio viso, mi cibo anche oggi di sale e limone, come ogni giorno, perdo la cognizione del tempo, dimentico e mi perdo...cosa mi accade non lo capisco questo dolore che mi strazia il petto che non mi fa dormire, ne mangiare..
Mi ritrovo a segnare la mia pelle a scriverci sopra senza provare dolore, mentre il sangue lento gocciola sul terreno...è strano, per un attimo da quelle ferite riesco a respirare, come se ogni taglio mi liberasse dal peso che mi soffoca il petto.
Mi mordo le labbra, respiro, mi ascolto e percepisco il mio disagio...Ho paura
Un altro giorno è passato così, senza parlare..senza vivere...non ricordo nemmeno più il suono della mia voce, ne l'immagine del mio sorriso che così tanto piace a chi mi sta accanto..
Eppure passo indifferente, sono così brava a fingere di star bene che oramai me ne sto convincendo anche io.
Ogni tanto riesco a vedermi per quello che realmente sono, certo sono attimi, solo brevi raggi di luce, che mi riportano alla realtà per poi di nuovo scomparire nel mio limbo, fatto di oscurità e solitudine.


Dolce sapore ritrovato,
sveglia ricordi oramai sopiti.
Agita l'anime di gesti nuovi,
mentre su pagine di fango
con inchiostro di sangue 
riscrivo la mia vita.
Voci nuove gridano
nei miei pensieri...
Di gioia e profumi 
mi voglio nutrire,
di canti e sospiri
mi voglio curare.
Di piume d'oro ricopro le mie ferite,
Racchiudo le mie ali
scappare più non voglio
di nuova vita sorgerò
Candida nella mia veste 
ritornerò a me.
ed un bacio sospirato
mi chiamerà per nome....








                                                                 EARTH




Lying on the shores of the lake, flowering trees, I become one with the earth ..I savor the scent of magnolia mixed with the smell of damp fallen leaves of old and stale now marches ...Sadness, anger, sadness, inadequacy, joy, everything burns inside of me, while the eye follows the ripples of water around me .. silent and dark, it seems oil, I admire his deep and heartfelt desire to get in and let me play until they disappeared inside, I feel the darkness calling me, while hot tears streaming down my face, it's food with salt and lemon today, like every day, I lose track of time, and I forget what I lost ... happens I do not understand this pain that I tear apart the chest that does not make me sleep, I eat ..I find myself marking my skin to write on it without pain, as blood drips slowly on the ground ... it is strange for a moment from the wounds I can breathe, as if every cut me free from the burden that stifles my chest .I bite my lips, breath, listen to me and feel my discomfort I'm afraid ...Another day has gone by so, not to mention live without ... .. not even remember the sound of my voice, nor the image of my smile so much like me who is next ..Yet step indifferent, are so good at pretending to feel good now that I'm convincing myself.Every so often I can see myself for who they really are, some moments are only brief ray of light that bring me back to reality and then disappear again in my limbo, because of darkness and solitude.


Sweet taste found,
wake up dormant memories now.
Stirs the souls of new gestures,
while on the pages 
of mudblood inkI rewrite my life.
New voices screamingin my thoughts ...
Of joy and fragrance
I want to nurture, 
songs and sighsI want to heal.
Of my golden feathers 
covering the wounds,
Enclose my wings
will not miss morenew 
life will arise
Candida in my capacitycome back to me.
kiss and a sigh
call me by name ....

lunedì 7 marzo 2011

La Gabbia

Lucida le sbarre, strofina lenta con scrupolosa voluttà,
la certezza di un nuovo giorno tra urla e colpi.
Mentre fuori l'incertezza di una nuova esistenza,
si fa strada nei suoi pensieri come un raggio di sole
Sophia lentamente appassisce, ogni giorno perde un petalo,
come un fiore senz'acqua abbassa la testa in segno di rassegnazione.
Ai suoi piedi, sangue fango escrementi e vermi...
Si fa strada tra il putridume nella convinzione che è questo che la vita ha scritto per lei.
Convinta che altri, stiano vivendo peggio e che in fondo è solo fortunata.
Lacrime amare rigano il suo viso, mentre il suo corpo caldo si abbandona
a carezze che lei sente come lame penetrargli la carne e le membra.
Morire sarebbe più semplice che continuare,
morire sarebbe una soluzione, sarebbe finalmente la pace
Ma non è così che vuole chetare il suo dolore...
Vola via, lontano con la mente, da quella gabbia
a cercare più in là qualcosa in cui credere,
qualcosa per cui ancora sentirsi viva.
L'odio non le appartiene, 
 solo la tristezza e la paura di non farcela.
Vive ogni giorno nell'indifferenza, ogni cosa intorno non ha più forma ne odori o sapori,
Non vuole sentimenti, non cerca più abbracci e calore, solo solitudine e silenzio.
L'importante è soppravvivere a questa giornata,
Ogni giorno trascorso senza lividi sul cuore è una vittoria
di cui far tesoro.
A testa bassa scrive allora il suo copione,
inesorabile la sua forza si erge come un muro davanti a lei,
Parole che non verranno mai dette prendono forma tra le sue labbra
Senza trovare una via di uscita, esse verranno nuovamente ingoiate e dimenticate
In questa gabbia di cui solo lei ha le chiavi...




The Cage


Lucida bars, rub with slow painstaking pleasure,
the certainty of a new day of screams and shots. 
While outside the uncertainty of a new existence, 
makes its way into his thoughts like a ray of sunshine 
Sophia slowly fades, loses a petal every day, like a flower without water lowers his head in resignation. 
At his feet, blood, mud, dung and worms ... 
Makes its way through the filth in the belief that this is what life has written for her. 
Convinced that others are living worse and that is basically just luck. 
Bitter tears streaming down her face, while her hot body surrenders to caress you feel like blades penetrate the flesh and limbs. 
Dying would be easier to continue, die would be a solution, it would be peace at last But is not that he wants to hush his pain ... 
Fly away, far away with the mind, from the cage to look beyond something to believe, something to feel alive again. Hatred does not belong,only the sadness and the fear of not succeeding. 
He lives every day in indifference, everything around it did not form more odors or flavors, 
Do not want to hear, no longer seeking hugs and warmth, only solitude and silence. 
The important thing is to survive to this day, 
Every day that passes without a bruise on the heart is a victory to treasure. 
Head down then writes his script, its inexorable force stands as a wall in front of her, 
Words will never take such forms between her lips 
Without finding a way out, they will be swallowed and forgotten again In this cage, 
of which only she has the keys ...