martedì 20 novembre 2012

Ode all'incoerenza





Freddo acciaio che sinuoso disegni  curve e fievoli linee,
senza timori e senza fermate scorri veloce tracciando il tuo cammino. 
La carne urla il suo dolore, mentre al tuo passaggio un caldo disegno si crea dal nulla,
come un destino già scritto.
Un nastro rosso scarlatto, come fosse inchiostro, corre sulla pelle sudata a delineare l'ennesima sconfitta, che brucia più all'anima che al corpo 


mercoledì 25 gennaio 2012

Autolesionista ? No Grazie

Ciao, mi faccio chiamare Sun, ho 37 anni ed un passato un pò travagliato.
Ho vissuto un infanzia nella violenza, da succube e da spettatore.
La mia era una famiglia disagiata, povera e con tanti problemi, davvero tanti.
Sono cresciuta così, da sola, imparando a mie spese quello che era giusto e quello che era sbagliato.
Che mi ricordo, sono nata con i disturbi dell'alimentazione: non mangiavo quasi nulla, ricordo la disperazione di mia madre, ricordo alle elementari gli intervalli  non goduti, seduta nel banco con davanti il piatto da finire, le vomitate in mensa con tutti i miei compagni che ridevano.
Poi più avanti alle medie, ricordo il mio professore di tecnica che mi faceva uscire dall'aula per farmi mangiare, lui che si era affezionato a questo disastro di ragazzina e stava a fissarmi fino a quando non ingoiavo fino all'ultimo pezzetto di quell'odiosa merendina, benedetta crostatina alla nutella, la odio tutt'ora, come odiavo quella maledetta sensazione di nausa che mi accompagnava per tutta la giornata.
E negli anni niente è migliorato, passavo dalle abbuffate al digiuno senza nessuna logica. Cercavo di impegnarmi a trovare un equilibrio ma era troppo difficile per una persona scostante come me.
in fondo non ho mai creduto in me stessa, nelle mie possibilità, all'inizio non mi era permesso, alla fine ho smesso di provarci.
Così ho cominciato a sentirmi triste, sempre ovunque, comunque... Sorridevo ma era solo una maschera, un modo per dire a chi avevo accanto: Stai tranquillo va tutto bene!!
Prendevo le botte ogni singolo giorno e diventavo sempre più cattiva e arrabbiata, ma l'unica con cui me la prendevo era me stessa, facendo male al mio corpo per cercare di uccidere quello che avevo dentro, la disperazione, la tristezza, quel senso di impotenza che non mi lasciava mai, credendo in questo modo di essere l'unica a decidere per me, uno sfogo, una liberazione, chiamala come vuoi,  come se da quei tagli i miei polmoni riuscissero in qualche modo a respirare nuovamente.
Sono andata avanti per anni, braccia, gambe a volte anche distruggendomi le labbra a morsi, quasi mai capitava subito dopo un litigio, ma più avanti, a mente sgombra, quasi in automatico senza un pensiero effettivo e Mai per dir addio alla vita, a quella IO ci ho sempre tenuto tantissimo, non era nemmeno per farmi notare, come la maggior parte delle persone normali pensa, anzi avrei fatto di tutto pur di rendermi invisibile agli altri, avevo il terrore di poter in qualche modo deludere chi amavo con il mio comportamento.
Se avessero notato le mie cicatrici avrei dovuto mentire e non sono mai stata una gran bugiarda..
Nascondi allora le braccia sotto polsini e manicotti, abolisci la piscina, il mare, la spontaneità, vivi nella paura che chi hai davanti ti stia guardando proprio quelle cicatrici, eppure tutto questo disagio mi portava a farlo e rifarlo senza trovar mai pace, la ricerca del dolore diventava sempre più estrema, la capacità di sopportarla un vanto personale.
Le mie cicatrici sono sempre li a ricordarmi cosa ero e cosa vorrei diventare, vorrei davvero riuscire a smettere ma ogni tanto la pelle chiama e allora la mia forza di volontà che è sempre stata fiacca ci deve mettere tutto l'impegno possibile..

Oggi l'autolesionismo è visto come una vera malattia (DSHD ), e si può curare, io che lo sono, noto più facilmente intorno a me chi ne soffre e a volte mi verrebbe tanta voglia di abbracciare queste persone e aiutarle a trovare una strada diversa..
Gli autolesionisti però non parlano..

                         Siamo silenzi che vorrebbero essere ascoltati ... Eppure è così difficile!!!

...Ancora quella sensazione. Ti svegli e vedi sangue sulle lenzuola e sul tappeto. Libri e pezzi di carta sparsi in tutta la stanza. Mobili rotti. Quel pizzicore familiare sulle braccia, sul torso. La faccia è sbavata di rosso. Stava andando così bene: tredici giorni dall'ultima volta. Ti senti intorpidito, confuso, mezzo ubriaco, stupido. Hai appena le forze per alzarti: non mangi da tre giorni e hai perso molto sangue. Che cosa stai cercando di dimostrare? La cameriera entra e vede i fazzolettini macchiati di sangue sul pavimento, ti guarda non è sicura di capire bene. Cerchi di ricotruire esattamente quello che è successo durante la notte...Hai lavorato fino a tardi, volevi uscire e rilassarti, divertirti. Non c'era nessuno. Sei andato all'enoteca, hai comprato da bere, ti sei seduto nella tua stanza, ascoltando la tua musica preferita, violenta e deprimente. Ti accorgi che qualcosa, dentro, sta traboccando. Ti sembra di essere sul punto di esplodere da un momento all'altro. Ti si riempiono di lacrime gli occhi, cominci a piagere. Il pianto si trasforma in grida, lamenti, urla. Cerchi di trattenerti. Cominci a prendere a calci la porta. Butti la roba in giro per la stanza, fuori dalla finestra. Non riesci a calmarti. Non sai neppure che cosa ti abbia ridotto in questo stato. Ti pianti le unghie nella pelle del polso. Non senti niente. É come se stessi guardando un film su qualcun'altro, non sei tu. Ti togli la camicia, ti guardi allo specchio. Odio, disgusto, frustrazione, rabbia, rimorso. Quasi come in un rituale, senza nemmeno pensare a quel che fai, prendi la lametta... sangue che gocciola. Ci sfreghi su qualcosa di antisettico, lo rifai, fino a quando sei calmo, soddisfatto. Spalmi sangue in giro. É brutto, ma il sangue è reale, è umano, ti fa sentire bene! Al tempo stesso, provi dolore, te lo meriti. Lo racconti a qualcuno.Ti dicono che sei un manipolatore, che cerchi attenzione. Ci credi. Serve solo a farti stare peggio. Alcuni pensano che tu sia malato, o matto. Poche persone capiscono ma sono ancora troppo preoccupate, scioccate dalla cosa. Qualcuno pensa che tu abbia tendenze suicide. Non è vero.Tagliarsi non è un modo per cercare attenzione. Non è una manipolazione. É un meccanismo per affrontare i problemi, punitivo, gradevole, potenzialmente pericoloso, ma efficace. Mi aiuta a sopportare le forti emozioni che non so come gestire. Non ditemi che sono malato, non ditemi di smettere. Non cercate di farmi sentire in colpa, mi accade già. Ascoltatemi, sostenetemi, aiutatemi.Dal libro "Un urlo rosso sangue" di Marilee Strong



Oggi ho preso la decisione che non mi voglio più nascondere, voglio uscirne e sopratutto voglio capirne di più, adesso c'è chi si taglia per appartenere ad un gruppo sociale, chi lo fa per moda, ma intorno in mezzo a questi c'è chi lo fa perchè sta male, e sono loro che vanno aiutati !!!

Ciao Sun <3