mercoledì 14 settembre 2011

Smetto di sognare?

Sono sempre stata convinta di avere qualche cosa di speciale. 
Da piccola credevo di avere qualche potere paranormale come spostare gli oggetti, volare, teletrasportarsi, diventare invisibile, insomma di avere qualche cosa di straordinariamente unico.
Trascorrevo ore immobile a cercare di spostare qualche oggetto con il potere della mia mente, o salendo sul tavolo per poi lanciarmi nel vuoto, cercando di spiccare il volo, convinta che prima o poi ci sarei riuscita...
Crescendo mi resi conto che quelle cose succedevano solo nei film o nelle favole, così provai a distinguermi con il disegno e la pittura, e all'inizio ci riuscii, vincendo anche dei premi, così per un breve, brevissimo periodo della mia vita sono riuscita ad ottenere quello che tanto desideravo....sentirsi  rara, preziosa, eccezionale; dopotutto ero la più brava della scuola e tutti mi dicevano che era incredibile quello che riuscivo a fare.
Uscita da quel meraviglioso limbo, mi resi conto che intorno a me c'è ne erano milioni più bravi, così "carica di grande autostima mollai".
Provai più avanti con la scrittura, poi con il fai da te, con la creta, la scultura, con il cuoio, ma alla fine di tutto, mi sono sempre scoraggiata molto in fretta e alla fine non ho mai concluso un cazzo.
Insomma dai diciamocelo chi non desidererebbe essere speciale? 
Eppure ora mi ritrovo a 37 anni a non sentir più quel desiderio di sentirmi così singolare.
Anzi questa sensazione di sentirsi fuori posto fuori luogo fuori tempo, sempre un qualche cosa a parte e non parlo di sentirsi  brutti, per carità non sono una gran bellezza, ma non è quello che mi fa star male e non parlo nemmeno di sentirsi deficienti, non sono una cima ma non sono nemmeno un idiota, parlo di sentirsi diversi in tutto per tutto, come se fossi di un altro pianeta e non fossi riuscita ad adattarmi a questa vita, come un puzzle incompleto di cui si è perso il pezzo finale o peggio ancora il pezzo c'è ma non si incastra, tutto questo ora mi ha davvero stancato. 
Vorrei essere capace di vivere con il prossimo senza sbagliare sempre, eppure io c'è la metto davvero tutta, alla fine però mi trovo sempre sola con il mio disagio e la mia rabbia...Fuck !!

venerdì 8 luglio 2011

Voglio camminare da sola

Vorrei sedermi in riva al mare e aspettare, vedere il trascorrere lento dei giorni come se la mia vita fosse un film ed io lo spettatore.
Stringo a me l'idea che stare da soli non fa male, ci da la possibilità di capire molte cose.
 Non voglio smettere di aiutare chi mi sta accanto, vorrei solo, non sentirmi obbligata mentre lo faccio.
Anche se spesso, sento il bisogno di sentirmi amata, voluta, cercata,  non riesco comunque a dimenticare quanto io faccia fatica ad impegnarmi per essere sempre proba per tutti e tutto.
Non sto recriminando nulla, se non la mia voglia di sventolare bandiera bianca ..
Basta compromessi, con gli altri e con me stessa e, non per urlare un vaffanculo generale alla vita, No! Perché a me la vita piace, con tutte le sue seccature e i suoi dispiaceri.
A me questa vita, anche se non la trovo semplice, anche se la vivo in povertà non mi fa star male.
Certo ci sono cose che mi mancano, sarei un ipocrita a dir di no, tante cose che desidero ma in cuor mio sono sicura che se avessi la possibilità di averle, prima o poi troverei ugualmente qualche cosa in più da bramare.
Ho sempre pensato che accontentarsi fosse da idioti, che la lotta per soddisfare la propria cupidigia, fosse una tappa obbligatoria nella vita.
Ora però da qualche anno sono stanca, non mi va più di inseguire niente e nessuno, dentro di me c'è tanta voglia di osservare, di fermarmi a capire, tanta voglia di silenzi e, di lunghe Camminate lente.
Basta correre tra la folla, basta mangiare in piedi per la fretta, basta compiacere tutti con il sorriso sul volto solo per la mia stupida paura di deludere gli altri, basta sentirsi male a dir di no, basta aver paura di chi ho di fronte, basta con gli incubi notturni di passati dolori, basta, basta tutto!!
E' strano, questo pensiero mi fa sentire libera, libera di ricominciare il mio cammino con tutta la quiete che desidero, serena e soddisfatta anche se ho ottenuto solo la metà di quello che desideravo nella mia vita.
Mi sento libera di uscire dalla mia gabbia, di volarci intorno e magari rientrarci perché in fondo so che la porta di quella gabbia ora è sempre aperta, non voglio più farmi intrappolare dalle mie paure e dai miei sentimenti, vorrei prendere la vita così per quello che ha, x quello che mi offre, poco o tanto che sia.
Voglio stare dalla parte del giusto e non perché è buona regola ma perché, voglio stare bene con me stessa, questo nuovo cammino sembra quasi un caso triste di apatia, in realtà è solo la voglia di smetterla di aggrottare le soppracciglia, smetterla d' ingoiare succhi gastrici per rabbia e paura, ho voglia di sentirmi meno arrabbiata, meno stressata, meno stanca, ho voglia di sorridere, fare l'amore, giocare, godermi le piccole cose senza avere il timore di perderle ancor prima di averne goduto.

Vorrei riuscirci, e vorrei riuscirci a farlo da sola e, non perché trovi inutile avere qualcuno accanto, nonostante la mia incapacità a credere di meritarmelo realmente, vorrei riuscire a riscrivere il mio cammino senza sentirmi in debito.
Vorrei un giorno riuscire a guardarmi allo specchio e dire... Ci sono riuscita !!

martedì 28 giugno 2011

RIFLESSIONI

Ho trascorso una vita a cercare chi o qualcosa era lontano da me dal mio essere, prima mio padre, poi fratelli lontani, una famiglia che mai avrei potuto riavere, amici persi per strada, amori impossibili, salute sperata, insomma una serenità farlocca, una vita a cercare disperatamente una sorta di felicità e di soddisfazione che reputavo giusta e meritata per me sempre in balia di problemi e difficcoltà.
Avrei voluto fare tante cose nella mia vita, avrei voluto trovare un lavoro che mi gratificasse, avere tanti amici vicini da invitare spesso a cena, una famiglia unita che mi rendesse fiera e soddisfatta, dedicarmi bene al mio matrimonio che spesso ho trascurato, riuscire a coltivare i miei molteplici hobby; invece mi sveglio già stanca, apatica, faccio un lavoro che non amo più e anche se cerco sempre di fare del mio meglio non riesco a trovare alcuna soddisfazione,  non riesco a coltivare ne le amicizie ne la famiglia, mi chiudo a guscio e intanto il tempo passa ed io invecchio e le opportunità svaniscono e così mi sento incompleta e triste.
In questi momenti guardo quello che ho e, penso che dopotutto non sia così male, e che se riuscissi ad accontentarmi un pò, forse riuscirei a vivere più serena, invece di arrabbiarmi per quello che perdo, forse dovrei rallegrarmi di quello che ho ottenuto. A dirlo sembra tutto così semplice ma la realtà dei fatti è che è sempre più facile guardare il giardino del nostro vicino e vedere come è bello e fiorito mentre il nostro non sembra mai all'altezza.
Ora questo post è solo un pensiero veloce che ho voluto fermare per poter chissà rileggerlo tra qualche anno e rendermi conto di quanto io sia cogliona U_U'
Pace ...



martedì 31 maggio 2011

Crazy


Inchiodata qui, incapace di chiedere aiuto, incapace di accettarne,mi sento incatenata a me stessa e a tutte le seghe mentali che giorno dopo giorno mi creo.
La verità è che nemmeno io so cosa voglio..Quanti caxxo di pensieri ho?
Non riesco a gestirli, ne a riordinarli per riuscire a sbrogliare questa matassa senza fine che mi sta legando sempre più.
Non me ne frega più un caxxo di chi ho attorno, basta con i consigli non richiesti, basta con le stupide ipocrisie, vado avanti per inerzia, in un falso equilibrio tra realtà e finzione, aspettando un segno, un qualche cosa che possa in qualche modo riavvolgere il nastro e farmi ripartire da capo.
Zitta in questo limbo fatto di inutili speranze, perse già prima di poter mettere in atto un piano per cercare di raggiungfere i miei obbiettivi
Questo stato confuzionale mi sta facendo impazzire..
Sun dove caxxo sei? non ti trovo più mi manchi, mi manca la tua voglia di vivere, mi manca la tua forza, la tua determinazione, se questo non è sintomo di pazzia allora cos'è?

martedì 29 marzo 2011

TERRA

Sdraiata in riva al lago, tra alberi fioriti, divento tutt'uno con la terra..
Assaporo il profumo della magnolia mischiato all'odore di umido e stantio di vecchie foglie cadute oramai marce...
Tristezza, rancore, malinconia, inadeguatezza, gioia, tutto brucia dentro di me, mentre con lo sguardo seguo le increspature dell'acqua che mi circonda..silente e scura, sembra quasi petrolio, ammiro la sua profondità e sento il desiderio di entrarci e lasciarmi ricoprire fino a scomparirci dentro; sento il buio che mi chiama, mentre lacrime calde rigano il mio viso, mi cibo anche oggi di sale e limone, come ogni giorno, perdo la cognizione del tempo, dimentico e mi perdo...cosa mi accade non lo capisco questo dolore che mi strazia il petto che non mi fa dormire, ne mangiare..
Mi ritrovo a segnare la mia pelle a scriverci sopra senza provare dolore, mentre il sangue lento gocciola sul terreno...è strano, per un attimo da quelle ferite riesco a respirare, come se ogni taglio mi liberasse dal peso che mi soffoca il petto.
Mi mordo le labbra, respiro, mi ascolto e percepisco il mio disagio...Ho paura
Un altro giorno è passato così, senza parlare..senza vivere...non ricordo nemmeno più il suono della mia voce, ne l'immagine del mio sorriso che così tanto piace a chi mi sta accanto..
Eppure passo indifferente, sono così brava a fingere di star bene che oramai me ne sto convincendo anche io.
Ogni tanto riesco a vedermi per quello che realmente sono, certo sono attimi, solo brevi raggi di luce, che mi riportano alla realtà per poi di nuovo scomparire nel mio limbo, fatto di oscurità e solitudine.


Dolce sapore ritrovato,
sveglia ricordi oramai sopiti.
Agita l'anime di gesti nuovi,
mentre su pagine di fango
con inchiostro di sangue 
riscrivo la mia vita.
Voci nuove gridano
nei miei pensieri...
Di gioia e profumi 
mi voglio nutrire,
di canti e sospiri
mi voglio curare.
Di piume d'oro ricopro le mie ferite,
Racchiudo le mie ali
scappare più non voglio
di nuova vita sorgerò
Candida nella mia veste 
ritornerò a me.
ed un bacio sospirato
mi chiamerà per nome....








                                                                 EARTH




Lying on the shores of the lake, flowering trees, I become one with the earth ..I savor the scent of magnolia mixed with the smell of damp fallen leaves of old and stale now marches ...Sadness, anger, sadness, inadequacy, joy, everything burns inside of me, while the eye follows the ripples of water around me .. silent and dark, it seems oil, I admire his deep and heartfelt desire to get in and let me play until they disappeared inside, I feel the darkness calling me, while hot tears streaming down my face, it's food with salt and lemon today, like every day, I lose track of time, and I forget what I lost ... happens I do not understand this pain that I tear apart the chest that does not make me sleep, I eat ..I find myself marking my skin to write on it without pain, as blood drips slowly on the ground ... it is strange for a moment from the wounds I can breathe, as if every cut me free from the burden that stifles my chest .I bite my lips, breath, listen to me and feel my discomfort I'm afraid ...Another day has gone by so, not to mention live without ... .. not even remember the sound of my voice, nor the image of my smile so much like me who is next ..Yet step indifferent, are so good at pretending to feel good now that I'm convincing myself.Every so often I can see myself for who they really are, some moments are only brief ray of light that bring me back to reality and then disappear again in my limbo, because of darkness and solitude.


Sweet taste found,
wake up dormant memories now.
Stirs the souls of new gestures,
while on the pages 
of mudblood inkI rewrite my life.
New voices screamingin my thoughts ...
Of joy and fragrance
I want to nurture, 
songs and sighsI want to heal.
Of my golden feathers 
covering the wounds,
Enclose my wings
will not miss morenew 
life will arise
Candida in my capacitycome back to me.
kiss and a sigh
call me by name ....

lunedì 7 marzo 2011

La Gabbia

Lucida le sbarre, strofina lenta con scrupolosa voluttà,
la certezza di un nuovo giorno tra urla e colpi.
Mentre fuori l'incertezza di una nuova esistenza,
si fa strada nei suoi pensieri come un raggio di sole
Sophia lentamente appassisce, ogni giorno perde un petalo,
come un fiore senz'acqua abbassa la testa in segno di rassegnazione.
Ai suoi piedi, sangue fango escrementi e vermi...
Si fa strada tra il putridume nella convinzione che è questo che la vita ha scritto per lei.
Convinta che altri, stiano vivendo peggio e che in fondo è solo fortunata.
Lacrime amare rigano il suo viso, mentre il suo corpo caldo si abbandona
a carezze che lei sente come lame penetrargli la carne e le membra.
Morire sarebbe più semplice che continuare,
morire sarebbe una soluzione, sarebbe finalmente la pace
Ma non è così che vuole chetare il suo dolore...
Vola via, lontano con la mente, da quella gabbia
a cercare più in là qualcosa in cui credere,
qualcosa per cui ancora sentirsi viva.
L'odio non le appartiene, 
 solo la tristezza e la paura di non farcela.
Vive ogni giorno nell'indifferenza, ogni cosa intorno non ha più forma ne odori o sapori,
Non vuole sentimenti, non cerca più abbracci e calore, solo solitudine e silenzio.
L'importante è soppravvivere a questa giornata,
Ogni giorno trascorso senza lividi sul cuore è una vittoria
di cui far tesoro.
A testa bassa scrive allora il suo copione,
inesorabile la sua forza si erge come un muro davanti a lei,
Parole che non verranno mai dette prendono forma tra le sue labbra
Senza trovare una via di uscita, esse verranno nuovamente ingoiate e dimenticate
In questa gabbia di cui solo lei ha le chiavi...




The Cage


Lucida bars, rub with slow painstaking pleasure,
the certainty of a new day of screams and shots. 
While outside the uncertainty of a new existence, 
makes its way into his thoughts like a ray of sunshine 
Sophia slowly fades, loses a petal every day, like a flower without water lowers his head in resignation. 
At his feet, blood, mud, dung and worms ... 
Makes its way through the filth in the belief that this is what life has written for her. 
Convinced that others are living worse and that is basically just luck. 
Bitter tears streaming down her face, while her hot body surrenders to caress you feel like blades penetrate the flesh and limbs. 
Dying would be easier to continue, die would be a solution, it would be peace at last But is not that he wants to hush his pain ... 
Fly away, far away with the mind, from the cage to look beyond something to believe, something to feel alive again. Hatred does not belong,only the sadness and the fear of not succeeding. 
He lives every day in indifference, everything around it did not form more odors or flavors, 
Do not want to hear, no longer seeking hugs and warmth, only solitude and silence. 
The important thing is to survive to this day, 
Every day that passes without a bruise on the heart is a victory to treasure. 
Head down then writes his script, its inexorable force stands as a wall in front of her, 
Words will never take such forms between her lips 
Without finding a way out, they will be swallowed and forgotten again In this cage, 
of which only she has the keys ...